Mandela il brigatista, e i beceri dei social

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“Finalmente il terrorista Mandela, belva assetata di sangue bianco trasformato in eroe dalla propaganda mondialista, si troverà di fronte a tutta la gente che ha fatto ammazzare”. “Con le bombe nelle chiese o con i copertoni incendiati intorno al collo”.

Questo è il pensiero di Francesco Vartolo, consigliere di circoscrizione in quota Lega, a Verona, riguardo a Nelson Mandela, ed alla sua scomparsa. Il pensiero (se mai di pensiero si può parlare) del Vartolo, è incommentabile ovviamente, se non a sputi in faccia, visto che l’unico linguaggio che l’artefice di un concetto (se di concetto si può parlare) così ignorante in primis, volgare e trogloditico può comprendere. Ma il ragionamento che vorrei fare, è un po’ più ampio, e necessita anche di un altro particolare. Innanzitutto, accortisi del gigantesco scivolone, i capoccia della Lega si sono subito dissociati, primo tra tutti Flavio Tosi, sindaco di Verona, e a seguire, Luca Zaia e Matteo Salvini.

Sulle parole di Salvini, ora, vorrei porre l’attenzione: ”Non voglio nemmeno commentare le frasi su Facebook perchè il mio pensiero su Nelson Mandela è chiarissimo e a monte di qualsiasi polemica, l’ho espresso ieri sera sul mio profilo, tutti possono vederlo”: lo ha detto all’ANSA Matteo Salvini, vicesegretario della Lega, interpellato sulla frase postata da un leghista veronese. ”Appena saputo della morte di Mandela – spiega – ho postato sul mio profilo la frase ‘Un pensiero a Nelson Mandela e a chi lotta per la libertà’, ricevendo in breve oltre mille adesioni”.

Tralasciando anche il ridicolo stravolgimento della lotta di Mandela, qui stravolta e piegata ai fini ridicoli della Lega, prendiamo in esame le parole di Salvini. Quello che possiamo notare subito, è come Salvini, intenda il suo profilo Facebook come un luogo speciale, priviliegiato anche, dal quale poter lanciare tutti i proclami propagandistici che egli ritiene opportuni. In definitiva, per Salvini, che tanto si vanta del suo attivismo, potremmo dire tranquillamente, che questo si limita a propaganda demagogica di basso livello fatta proprio attraverso Facebook. E per Salvini, il fulcro della sua attività, è ormai il suo profilo. Dove bandisce chi dissente, o gli fa notare l’ipocrisia delle sue parole (come quando il sottoscritto venne bannato e censurato perché, mentre il Salvini si lanciava in critiche verso “la sinistra” che secondo lui al tempo sosteneva Berlusconi nella distruzione dell’Italia, ed io gli facevo pacatamente notare che tra gli alleati che lo sostennero più e più volte vi era pure lui e la sua adorata Lega) e accoglie tutti i sostenitori. E che sostenitori! Roba da far impallidire anche il Vartolo, così meritevoli, che devo farvi una veloce selezione:

-Uno in meno!!! (M.A.)

 

-una volta la lega era l’unico partito che parlava del genocidio bianco in sudafrica, oggi ne esalta i carnefici… (S.C.)

 

-la fine dell’apartheid hanno tratto vantaggio solamente i potentati economici internazionali che hanno messo le mani sulle enormi ricchezze del Sudafrica, pagando laute bustarelle al clan mafioso di Mandela e riducendo sul lastrico il resto della popolazione! (sempre S.C.)

 

-Caro Matteo devi sapere che. mandela era un bombarolo e brigatista…ha ammazzato decine di migliaia di bianchi.

E ha tradito come i ns politici le aspettative dei suoi concittadini.

Questo testimoniato da persone che in sud africa l’hanno subito.

Ora in s a. C’è l’apartaid al contrario e i neri al potere sranno facendo più disastri di quando c’erano i bianchi al potere.

La propaganda di sinistra anche li ha fatto i suoi danni. (A.B.)

 

-Ho visto filmati dove incoraggiava di ammazzare i bianchi, in dialetto locale. Non era un pacifista, ma un ipocrita. (G.K.)

 

-una sorta di che guevara meticcio che ha fatto ammazzare un casino di gente…..uno in meno (A.L.)

 

-mandalo a cagare (T. L.)

 

-Onore?

E’ stato pur sempre un comunista ……. Siete sicuri che il SudAfrica di oggi sia migliore di quello di ieri? (R.Z.)

 

…e così via discorrendo, tra alcuni sani di mente che schifano questi atteggiamenti (se di atteggiamenti si può parlare) ed altri che si limitano a ricordare Mandela e ad avvallare le parole del Salvini. Il mio punto, fatte queste premesse è: vi state accorgendo, di quanto, pian piano, i vostri contatti, i vostri amici, le persone con cui interagite, stiano lentamente ma inesorabilmente diventando sempre più becere, sempre più ignoranti, e si esprimano sempre più a sproposito? E vi siete mai domandati il perché della cosa? Di giorno in giorno aumentano i numeri delle condivisioni di notizie incredibili e montate ad arte per ottenere spesso scopi xenofobi, spesso invece legittimazione di gruppi politici. E la cosa drammatica è che i vostri contatti, condividono e fanno proprie queste notizie, senza neanche cercare riscontri, senza vedere se siano di fronte alla realtà o meno. E’ la forma mentis che deriva da anni di notizie date da media verso i quali siamo succubi e passivi, dei quali non abbiamo mai messo in discussione la faziosità o la veridicità di una notizia. “L’hanno detto al telegiornale” è -fateci caso- per noi, il massimo dell’attendibilità. Lo hanno detto al telegiornale, di fronte a milioni di persone, non può essere falso. Rifletteteci, mentre vi porgo il mio secondo pensiero.

Dicevamo quindi, di quanto i nostri contatti si stiano imbarbarendo nelle esternazioni quotidiane. E magari vi domandate pure il perché. Io, credo di avere una teoria, o almeno, una porzione di teoria, che possa giustificare una parte del discorso, includendo pure un -purtroppo- reale aumento dell’ignoranza media, che necessita di una premessa, che è: in realtà, sono sempre stati così, è che non ve l’hanno mai mostrato”. Si, perché, prima dell’avvento dei social, esprimere un’opinione, necessitava la presenza fisica di altre persone a cui raccontarla. E spesso, teorie così bislacche, insensate, omofobe, razziste o xenofobe, non vengono bene accolte dagli interlocutori, e i beceri portatori di questi pensieri (se di pensieri si può parlare) sono costretti dal possibile feedback negativo o dal timore di non essere apprezzati, a porsi -a volte- la domanda, se siano nel giusto o se forse hanno detto una colossale cazzata. Insomma, il confronto dal vivo fungeva da filtro per le cazzate, formando un pensare medio che potesse essere un minimo intelligente. Nell’era dei leoni da tastiera, invece, ognuno si siede di fronte al proprio PC, e vomita le proprie frustrazioni su internet, senza domandarsi se le sue siano problematiche reali, o frutto di un pensiero mal partorito e sviluppato prematuramente. E la cosa più drammatica, è il crollo della paura del feedback negativo. Vi sarà capitato di controbattere a qualche teoria (se mai teoria si può chiamare) del genere, e venire di contro bollati come perbenisti, buonisti, o -ancora più spesso, come fosse di moda- come moralisti. Il problema è che i beceri, non riuscendo a comprendere il feedback negativo, e soprattutto a non voler passare per beceri di fronte all’opinione pubblica, decidono allora di assumere la propria posizione, come morale da sdoganare, contro chi invece, secondo lui cerca di fare il moralista o il perbenista nei suoi confronti. E questo imbecerimento porta non solo al crollo del confronto che porta crescita, dove solo le idee più intelligenti ed accettabili vincono, ma anche alla vittoria dell’imbruttimento.

Ed è per questo che, ogni volta che un Vartolo qualunque, si lancia in una vergognosa uscita come questa, non solo non va ignorato né minimizzato, ma va condannato moralmente e messo di fronte alla propria limitatezza, perché, se si lasciassero passare messaggi beceri come questi, allora, sarebbe un continuo involversi del pensiero comune (se mai di pensiero comune si possa parlare).